POLIZZA CATASTROFALE L’OBBLIGO NON OBBLIGO E IL RINVIO AL 01/01/2026 PER LE PICCOLE IMPRESE
1 Aprile 2025
Come aprire un’azienda agricola nel 2015? Quali sono i requisiti e le figure richieste per avviare un’impresa in ambito agricolo? Sono previsti incentivi per i giovani in agricoltura? Cerchiamo di rispondere a tutte queste domande in modo dettagliato e approfondito dal momento che in Italia sono sempre più i giovani che tornano alla lavorazione della terra ma con una chiave del tutto nuova e rinnovata, sotto forma di start up innovative incentrate su nuovi metodi di produzione, e-commerce agroalimentare, il biologico, in una sorta di agricoltura 2.0.
A causa della crisi economica, della riduzione dei posti di lavoro, sono tantissimi i giovani in Italia che tornano all’agricoltura. Le opportunità di lavoro in questo settore, sono infatti tantissime, sopratutto se alla base del progetto, vi è un’idea di impresa forte, diversificata e magari incentrata sul biologico.
Perché avviare un’impresa agricola? Perché le statistiche e i numeri parlano chiaro, in Italia sono sempre di più le famiglie disposte a pagare un prodotto agroalimentare qualche centesimo o euro in più, se hanno la sicurezza di consumare un prodotto sano, sicuro che sia certificato e tracciabile. Nonostante la crisi economica e occupazionale, infatti, gli acquisti degli italiani nel settore biologico stanno crescendo di anno in anno, e circa il 45% degli italiani acquista periodicamente prodotti biologici. Ad avere avuto la più grande crescita sono stati gli acquisti di prodotti di pane, riso e sostituti con un aumento del 73%, gli omogeneizzati del 23% e l’ortofrutta dell’11%.
Dal punto di vista dell’occupazione, tra il 2013 e 2014 in Italia sono state avviate circa 40.000 nuove imprese agricole di cui la maggior parte, condotte da giovani tra i 20 e i 40 anni che utilizzano e impiegano nella propria azienda: nuove tecnologie, internet e portali di e-commerce.
Prima di iniziare a spiegare ed illustrare i passi che servono per avviare un’azienda agricola, occorre innanzitutto considerare alcuni punti fondamentali che devono essere ben presenti, prima di buttarsi a capofitto nella realizzazione di in una nuova idea di impresa in agricoltura.
Prima di tutto, dobbiamo essere al corrente, che in Italia, a causa della continua ed ineluttabile cementificazione, i terreni e gli spazi coltivabili, sono sempre meno, che tra impresa e azienda esiste una sostanziale differenza, la prima è un’attività professionale organizzata ai di produzione e scambio di beni o servizi mentre la seconda è un insieme di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio della sua attività di impresa, ed infine che, il solo amore verso la terra, non offre abbastanza garanzie di successo.
Per cui la prima cosa da fare è avere un’idea imprenditoriale e un approccio al lavoro agricolo, nuovi e diversificati, basati sullo studio della domanda e offerta, la rete dei clienti e sul prodotto, magari biologico, che si offre. Studiare in anticipo il mercato, su cui si punta ad entrare, è importante, al pari di quello dei costi di produzione e di vendita. Pertanto, solo dopo aver eseguito un attento studio del mercato, ed aver visto quali tipi di prodotti agroalimentari sono più richiesti, il motivo per cui i consumatori chiedono proprio questi tipi di prodotti, quante sono le aziende che li producono e come vengono da loro realizzati, allora e solo a quel punto, con dati alla mano, si può pensare ad aprire un’azienda agricola.
Ed in questo, potrebbe essere di aiuto, consultare il portale Job in country, creato e gestito dalla Coldiretti e autorizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nato con l’obiettivo di favorire nuove opportunità di lavoro nel settore dell’agricoltura.
Per avviare un’impresa agricola serve un imprenditore agricolo professionale, cd. IAP, figura nata nel 2004 con il D.Lgs. n.99 del 29 marzo 2004 successivamente modificato dal D.Lgs.n. 101/2005.
Ma chi è lo IAP? Secondo la definizione del suddetto decreto, l’Imprenditore Agricolo Professionale, è colui che possiede conoscenze e competenze professionali nel settore agricolo, i cui requisiti devono essere certificati dalle regioni. Per ottenere l’attestazione di I.A.P. il soggetto deve possedere i seguenti requisiti:
1) Conoscenze e competenze professionali:
2) L’attività agricola deve essere esercitata per almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e 50% del proprio reddito complessivo da lavoro (25% nelle zone svantaggiate) dichiarato ai fini fiscali con la dichiarazione dei redditi Unico o modello 730. Dal 2005 la qualifica IAP è stata estesa, anche ai soci di società agricole con i seguenti requisiti, oltre a quelli sopra richiamati:
Per i Soci (D.Lgs. n.101/2005-Circ. 48/2006):
Per le società di persona, cooperative, e di lavoro, l’attività svolta dai soci, può far acquisire la qualifica di Imprenditori agricoli professionali nei seguenti casi:
3) Essere iscritto alla gestione previdenziale ed assistenziale per l’agricoltura.
Nel caso in cui, manchi uno o più requisiti sopra elencati e richiesti dall’attuale normativa, il soggetto interessato può comunque presentare la domanda per diventare IAP alla Provincia competente ed entro 2 anni, completare tutti i requisiti richiesti. Periodo che può essere ulteriormente prorogato di altri 2 anni, al verificarsi di condizioni avverse nella coltivazione, come ad esempio calamità naturali o atmosferiche.
Per avviare un’impresa agricola occorre aprire la Partita IVA, per farlo, oggi, basta la Comunicazione Unica, che permette di assolvere a tutti gli adempimenti di attribuzione numero partita iva dell’Agenzia delle Entrate, apertura posizione INPS e INAIL e iscrizione alla Camera di Commercio, in un’unica procedura online a costo zero.
Una volta aperta la partita IVA, se la nuova impresa ha poi un fatturato che non supera i 7.000 euro l’anno, può usufruire dl un regime fiscale chiamato regime di esonero, che prevede la possibilità appunto di essere esonerati da:
L’unico obbligo, è solo quello di dover numerare e conservare le fatture di acquisto e le bolle doganali, numerare e conservare la copia dell’autofattura nel caso di acquirenti non in regime di esonero, sulle quali va trattenuta l’imposta. Nel caso invece di vendita diretta a privati, non vi è obbligo di emissione scontrino o di rilascio di ricevuta fiscale.
Se nel corso dell’anno, poi, si supera la soglia di esonero, ossia, il volume d’affari è maggiore a 7.000,00 euro, il regime di esonero cessa dal successivo anno, ed il produttore agricolo entra nel regime fiscale semplificato o ordinario, o nel regime speciale riservato alle imprese agricole che effettuano cessioni di prodotti agricoli elencati nel “testo Unico” dell’IVA. I vantaggi del regime speciale, sono possibilità per l’impresa di non calcolare l’IVA sugli acquisti, che va invece detratta sulla base di determinate percentuali di compensazione del 4%, 10% e 22%, a seconda del tipo di prodotto, da applicare all’ammontare delle vendite.
Quanto costa aprire un’impresa agricola? L’apertura della partita Iva, come abbiamo già detto, è gratis se si utilizza la ComUnica, fatta eccezione per il diritto camerale annuale, vedi le tariffe diritto camerale 2015, mentre per i contributi INPS agricoltura, da versare per lo IAP ammontano a circa a 1.500 euro l’anno. Vanno però tenuti conto gli incentivi in agricoltura 2015, ossia, bonus, finanziamenti e agevolazioni previsti dalla legge.
Come si fa ad aprire un’azienda agricola biologica o un’impresa agricola biologica nel 2015? L’imprenditore agricolo professionale che decide di produrre con metodo biologico, deve seguire una procedura ben precisa, al fine di ottenere la relativa certificazione e autorizzazione alla produzione. I passi da seguire possono essere così riassunti:
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